
Il “Griot”, “colui che ha il dono della parola”, è l’arcana figura del poeta errante, cantore e custode della conoscenza dei villaggi Africani. In America diventa il b-boy odierno che tramite il “dozen”, l’arte di raccontare le gesta in rima, affronta la società contemporanea.
All'inizio degli anni '70 diverse radio di musica black iniziarono a suonare musica disco. Ci fu una rivolta della comunità afroamericana nei confronti di questo genere. Secondo l'associazione Zulu Nation è proprio in questo periodo la data a cui far risalire la nascita dell'Hip Hop e precisamente il 12 novembre 1974.
Kool dj Herc, progenitore della stirpe dei dj hip hop, non ha lasciato nessuna testimonianza discografica del suo lavoro. E’ la nascita della Universal Zulu Nation, fondata da Afrika Bambaadaa nel 1974,che offre al movimento nascente la prima "casa comune", pacifista e cosciente della propria identità. L’Hip Hop prende forma all’interno della quale si distinguono 4 discipline fondamentali: lo Mc’ing, il writing, la breakdance e il turntablism o Dj’ing.

Nel 1983 la Technics introduce il nuovo piatto SL12000MKII, uno strumento importantissimo per i praticanti di questa cultura. Esistono altre discipline minori come il beatboxing, l'attivismo politico, la moda tipica, lo slang, il consumo di marijuana, il double dutching, il baikering o lo scheitering, ma una sola quinta dusciplina la knowledge, intesa come conoscenza profonda dell’ essenza di questa cultura e l’uso saggio di essa. L'arrivo del rap sul mercato discografico segna, nel settembre 1979, un punto di non ritorno, l'atto ufficiale dell'hip hop. Tra il 1982 e il 1984,l'hip hop cresce e diventa maturo, ed al piacere di puro intrattenimento si aggiunge anche la denuncia sociale.

Canzoni come"The Message"di Grandmaster Flesh e The Furios Five o l’album d'esordio dei Run-MDC, dimostrano chiaramente di avere suoni e temi in grado di competere con prodotti rock anche di alto livello. E' sempre in questo periodo che la cultura hip hop si affaccia anche nel mercato cinematografico, ne sono l'esempio pellicole come “Wild Style” e “Flashdance”.Nascono in questo periodo anche nuove case discografiche specializzate nel genere come la Def Jam, la Tommy Boy, la Priority e la Sleeping Bag, distribuite da case discografiche maggiori, facendo si che i prodotti vengano esportati per tutti gli stati dell'Unione. Nel marzo del 1987 la cima della classifica pop
americana è conquistata dal primo gruppo rap, un trio di bianchi, i Beastie Boys, tutto ciò dopo che i Run-DMC hanno già conquistato la copertina del "Rolling Stone". L'hip hop diventa ormai una miniera d'oro, ma comincia anche a pagarne il prezzo. Nell'ottobre del 1985 esce il film hip hop "Krush Groove", dominando le classifiche degli incassi, ma è proprio durante la proiezione della pellicola, che in una rissa un ragazzo perde la vita. Tutto ciò dà il via ad una campagna denigratoria e di accusa nei confronti del rap, ed in questo periodo iniziano a venire stampati gli adesivi che campeggeranno sulle copertine dei dischi, recando la scritta :“Avviso ai genitori questo disco contiene testi espliciti (parental advice contain explicit lyrics)”. Cominciano ad imporsi sulla scena i rapper della costa atlantica con base a New York con i
Public Enemy (East Coast) opposti, non solo geograficamente ma anche per pensieri differenti e sonorità, a quella occidentale (West Coast) il cui fulcro è Los Angeles con i Niggers With Attitude (N.W.A.) gruppo in cui militavano anche Ice Cube, Dr. Dre e Eazy E. Nel febbraio 1989 esce il loro disco d’esordio Straight Outta Compton ed è subito polemica soprattutto per il singolo “Fuck tha police”. Il disco tra messe al bando televisive e interrogazioni parlamentari realizzando vendite da capogiro. Le polemiche arrivano ad un punto critico quando il primo agosto l’FBI informa la “Priority” (casa discografica dei N.W.A. e produttrice del disco incriminato) che il singolo potrebbe essere perseguito penalmente e infatti durante un concerto a Detroit le autorità trascinarono i rapper giù dal palco a forza. Il braccio di ferro tra governo e rapper continua fino a quando sugli schermi di tutto il mondo, il 4 marzo 1991, vengono lanciate le immagini del cruento pestaggio di un automobilista nero, Rodney King, da parte di una pattuglia di polizia che lo aveva fermato per un banale controllo uccidendolo mentre ascoltava del Rap. L’anno dopo (29 aprile 1992) i poliziotti incriminati vengono processati e assolti: a Los Angeles scoppia l’inferno! Ci furono incidenti e scontri in cui persero la vita 58 persone e si contarono danni per miliardi. Vennero

presi di mira molti artisti, tra cui Ice Cube e Ice-T, di aver innescato, attraverso i loro testi, un clima di tensione e un’ondata di odio senza precedenti, conseguentemente furono avviate campagne censorie, veti e distribuzioni negate. L’atteggiamento di violenza si accentua molto fino a sfociare in vere e proprie faide tra East e West Coast. Una guerra inutile in cui perdono la vita 2 pesi massimi del Rap: Tupac Shakur rappresentante della West Coast coinvolto in una sparatoria a Las Vegas, dove si era recato per assistere all’incontro di Mike Tyson suo amico intimo e The Notorius B.I.G. rappresentante della costa atlantica si spegne l’anno dopo, venendo crivellato di proiettili a Los Angeles dove si era recato per ritirare il Soul Train Award. KRS-ONE, poco dopo, pubblicò, insieme a molte altre star come i Public Enemy, una canzone che sarebbe poi diventata un leggendario inno di pace hip hop, "Self-Destruction" con lo scopo di mettere fine al dilagare di queste brutalità. La canzone diffuse il motto "Stop the violence" e raccolse oltre 400.000 dollari per iniziative benefiche. Nel 1994, KRS-ONE e Harry Allen organizzarono un "Meeting of the Minds" (raduno delle menti) per discutere riguardo alla giusta archiviazione e documentazione dell'hip hop come cultura. Afrika Bambaataa e la Zulu Nation, Crazy Legs, Mr. Wiggles, Kool DJ Herc e Grand Wizard Theodore erano tra i partecipanti. Fu qui che i pionieri dell'hip hop proposero la direzione dell'hip hop come cultura internazionale e tesero le trame della storia dell'hip hop. Nacque così nel 1996 la “Temple of Hiphop Association” e il 16 maggio 2001 venne proclamata la "Dichiarazione hip hop di pace" presso le sedi delle Nazioni Unite a New York. Durante la stessa cerimonia, l'UNESCO e l'ONU riconobbero quella hip hop come cultura. L'hip hop dilaga definitivamente nel mondo, creando delle scuole nazionali che ne rispettano la grammatica senza rinunciare a particolari inflessioni locali,come in Italia. Dalla metà degli anni Ottanta si formarono i primi gruppi Hip Hop a Roma, a Torino e Genova. Una vivace scena hip-hop nasce e si sviluppa a Torino sopra il marmo del teatro regio dove i primi b-boy iniziarono a brekkare, attorno al breaking si condensa una scena rap fatta di personaggi come The NextOne. Nella capitale la galleria Colonna (oggi Galleria Sordi) era al centro di un raduno settimanale per b-boys. Afrika Bambaataa fece il suo primo concerto italiano a Roma nel 1985 al mitico locale del Piper supportato da Dok Frank e Dj Chino. Jovanotti (alias Lorenzo Cherubini), che a Roma ha conosciuto questo genere, nel 1987 incide il suo primo disco: Jovanotti for President. Non si può assolutamente parlare di un lavoro HipHop, ma i testi sono interpretati "rappando" in inglese con contenuti volutamente leggeri e faziosi. All'inizio degli anni Novanta si muovono i rapper delle "Posse", termine inglese che significa "gruppo", attivisti nel campo politico-sociale e di rivendicazione di diritti, che si servono della forte attitudine comunicativa di questo genere per esprimere le proprie opinioni e diffonderle. Il movimento si sviluppa essenzialmente nell'ambito dei centri sociali e delle case occupate.

Man mano che la scena cresce, riesce a dare il posto a produzioni più accurate, dove non basta più inventare qualche rima su una base qualsiasi, ma è fondamentale la ricerca di uno "stile". "Batti il tuo tempo", col quale l'Onda Rossa Posse di Roma invitava a combattere la disinformazione imperante a colpi di rap, comincia a far indossare pantaloni larghi ai giovani, e quando, nel 1992 gli Aeroplanitaliani portano al Festival di San Remo un brano dal titolo "Zitti Zitti (Il silenzio è d'oro)" che sfonda il muro dell'underground e si fa notare per una interpretazione sul palco del Teatro Ariston in cui un prolungato silenzio di 30 secondi, paradossalmente è ciò che fa più scalpore in quell'anno o ancora quando, nel

periodo molto prolifico che ne segue Frankie HI-NRG MC e Assalti Frontali riescono a emergere. Ovviamente il sound di quegli anni, molto semplice, fu completamente abbandonato quando cominciarono a farsi notare nell'ambiente rappresentanti del genere come OTR, Porzione Massiccia Crew, Bassi Maestro al Nord, Sangue Misto, Colle Der Fomento e Lou X con C.U.B.A. Cabbal al Centro

La Famiglia al Sud, ognuno con un proprio stile e un proprio modo di fare rap. Comincia così quella che viene definita la "golden age" del rap italiano. Joe Cassano, con l’album “Dio Lodato”, uscito postumo la sua morte per arresto cardiaco dovuto a un overdose, Neffa, Dj Gruff, Kaos One, Esa e Deda sono alcuni degli artisti pionieri di questo periodo folorido che danno vita all'associazione culturale “Zona Dopa”. Con la Zona si promuovono tantissime manifestazioni e jam in tutta Italia. Vengono pubblicati in quel periodo dischi considerati classici, quali Fastidio di Kaos, Contro gli estimatori di Bassi Maestro, Novecinquanta di Fritz Da Cat' o Neffa & I Messaggeri Della Dopa di Neffa, sindrome di fine millennio, degli uomini di mare a cui apparteneva anche Fabbri Fibra e “Quel sapore particolare” degli OTR di cui facevano parte oltre al già citato Esa anche La Pina e Popare.
Di quegli anni è anche l'esplosione degli Articolo 31 e i Gemelli Diversi, spesso criticati e considerati fuori da questa ondata perché troppo "commerciali", e portatori di messaggi spesso disimpegnati. Dopo un periodo di stanchezza che va dal 2000 al 2002 la scena italiana si risveglia con alcune produzioni notevoli fino al Mi Fist dei milanesi Club Dogo: scossone definitivo che rientra nella lista dei classici del nuovo millennio. I titoli non si fermano qui e i restanti costituiscono quella che viene definita la nuova era dell'hip hop tricolore. Nonostante l'Italia rimanga salda nell'underground il mercato dei dischi, capeggiato da etichette indipendenti come la Portafoglio Lainz o la Vibrarecords, dà comunque dei risultati oggi visibile agli occhi di tutti. Nel 1997 la "Temple of Hiphop Association" organizzò il primo censimento dell'esistenza culturale hip hop. Più di 80.000 risposte vennero raccolte, provenienti però da tutte le nazioni del pianeta terra. Anche nella nostra realtà vesuviana e ovunque esista il disagio, l’hip hop vive e viene sostenuto.

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