
Dai Polina alle ultime collaborazioni con i Pennelli di Vermeer, Ercole Longobardi rappresenta oggi un punto di riferimento in quanto a professionalità e competenze. La sua vita è fatta di batterie, di percussioni ed evoluzioni in chiave elettronica. La sua vita è fatta del lavoro di fonico: uno dei professionisti più ricercati e conosciuti nella’ambiente partenopeo e non solo. Lo incontro nei locali del PompeiLAB un freddo pomeriggio di inverno:

Fonico, musicista. Sulla base di questi tuoi differenti approcci al mondo delle note, cosa è per te la musica?
E’ la mia vita. Non la vivo secondo uno stile ma proprio per quello che essa stessa è in grado di comunicare. Non ho un genere preferito, tutto è molto istintivo. I miei ascolti sono quelli che mi si poggiano sulla pelle senza nessun preconcetto, influenzando ovviamente le mie produzioni, anche se ci tengo sempre a lasciare una impronta decisa e tutta mia su tutto ciò che compongo.
Cosa è cambiato dai ‘Polina’ ad oggi?
Sono dei momenti che vivi fino in fondo. Ho cominciato 15 anni fa e l’ho fatto come batterista, crescendo in varie band: crescere è ciò che io cerco costantemente, non mi fermo mai. Ho sempre cercato di stare a contatto con persone che ne sapevano più di me mettendomi a loro disposizione proprio per imparare sempre di più.
Oggi il tuo stile è riconoscibile. Per te è una cosa positiva o negativa?
Di sicuro è positivo ed allo stesso tempo anche un peso. Inevitabilmente dopo tanti anni è giusto che la propria mano si senta.
A quali progetti ti stai dedicando?
Il mio futuro sarà sempre fatto da collaborazioni ma allo stesso tempo porterò avanti i miei progetti. L’ultimo anno è stato un momento di studio e raccolta. Sto mettendo a fuoco collaborazioni con più musicisti per concretizzare un mio progetto musicale personale in lingua italiana: ho voglia di rifare l’esperienza nella nostra lingua, con musicisti e cantanti. Rimarrà la musica elettronica ma ho voglia anche di un momento suonato ed in particolare di sottolineare l’elemento ritmico che per me è il cardine della musica.

Sicuramente è un cross-over. L’elettronica è entrata nella mia vita quando ho capito di poter fare musica da solo, al di là dei singoli strumenti. Quando ho iniziato esistevano le macchine dedicate e non i pc; pian piano mi sono rapportato con loro ed ho imparato ad usarle: elettronica e strumenti si sono uniti in me senza mai prevaricarsi. Oggi, dopo un cd autoprodotto,credo di essere pronto per un impatto concreto con il pubblico.
Lavori come fonico per i 24 Grana ed i Bisca. Come vivi il tuo rapporto con musicisti di questo livello? E’ una responsabilità o un onore?
Entrambe. E’ un piacere e un onore lavorare con persone di esperienza, e poi c’è la responsabilità di dover essere per loro una sicurezza. Devi contraccambiare la loro fiducia. Poi i risultati sono sotto gli occhi di tutti, a me non piace giudicarli. Io faccio il massimo.
E’ anche un problema di impianti audio …
Beh certo con materiale di qualità è tutto più semplice. Altrimenti il tuo lavoro te lo devi inventare. Io credo che un fonico deve saper far suonare di tutto, non si possono puntare i piedi. Se non si lavora con grossi service, ci si trova comunque in realtà difficili dove le possibilità sono limitate.
Proprio per questo, quanto è difficile per un musicista come te suonare sul nostro territorio?
Io credo che sia un percorso molto difficile anche perché la Campania ha poche risorse a livello musicale. Esistono piccole realtà e qualche isola felice come il PompeiLAB, ma in generale vivere qui da musicisti è difficile. L’unica soluzione è fare buona musica, cercare la giusta ricetta per poterla diffondere. I live aiutano molto. Io penso comunque che la nostra terra è piena di belle realtà musicali, ma è molto arduo portarle avanti. Sono comunque a favore delle iniziative artistiche, nella speranza di poter far nascere una rete, un movimento fra le zone in modo da poter magari alzare la voce. Anche perché finora i nostri soldi sono sempre stati gestiti male.
Detto ciò, il futuro ci riserverà sempre Ercole nel suo doppio ruolo di fonico e musicista …
Certo, sono momenti della mia giornata, della mia vita che di sicuro sarà fatta sempre di musica.
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