martedì 28 ottobre 2008

Sysix #0 POMPEILAB di Alessio Arpaia

Vuol dire Santuario, vuol dire Scavi, vuol dire via Roma il sabato sera, vuol dire piazza Bartolo Longo, vuol dire passeggiate … insomma Pompei per lo più vuol dire turismo. Quello che invece Pompei offre ai suoi cittadini, in particolare ai più giovani, è un limite tendente a zero. Cinema? Nessuno! Attrezzature sportive realmente accessibili? Nessuna! Locali musicali? Nessuno. Rimane solo una miriade di negozi. Circa due anni e mezzo fa queste stesse osservazioni le faceva un gruppo di ragazzi: già grandi per le feste del liceo ma ancora piccoli per il torneo di briscola, questi simpaticoni si guardavano attorno e vedevano il nulla, si ritrovavano fuori ai bar delusi dai partiti politici e disarmati dinanzi alle strade solo apparentemente piene della città mariana. Così nasce il progetto Pompei Lab … fra una delusione e l'altra! L'idea prende piede nel momento in cui, usufruendo dei finanziamenti regionali, i ragazzi delle associazioni FUOCO A BABILONIA e CATELLO CESARANO ottengono in gestione l'area comunale un tempo destinata agli impianti di depurazione: sito in via Astolelle, nei pressi del fiume Sarno, il depuratore comunale e i suoi uffici erano abbandonati a se stessi in balia delle erbacce, delle crepe e dei topi. Una struttura vuota in una citt‡ vuota. L'idea è semplice: ripristinare i locali un tempo sede degli uffici comunali e sistemare tutti gli spazi esterni così da creare un centro polifunzionale completamente gratuito e sede delle più disparate attività. Il lavoro da fare è tanto e i fondi esigui. Si inizia piano fra un'autorizzazione e una gara d'appalto, si inizia forse impreparati: superate le prime difficoltà burocratiche i ragazzi incominciano a darsi da fare. Quei lavori che di solito vengono affidati a ditte specializzate, alcuni di loro se li fanno da sé: la sistemazione della aiuole, le opere di muratura, addirittura la coibentazione del tetto: fanno tutto loro! Ci si affida alla mano d'opera esterna soltanto per i lavori più complessi, infondo non è il caso di rimanere fulminati da una scossa elettrica! Entrare oggi nell'ex depuratore equivale ad accorgersi di come il volontariato, sebbene non collegato alla politica, possa riuscire dove la stessa politica fallisce. Gli intoppi tipici dell'amministrazione vengono pian piano superati dandosi da fare, zappando, imbiancando e “fravecando” nei pochi attimi di tempo libero.I primi cenni di vita Pompei Lab li dà nell'estate 2007: prende il via la prima rassegna musicale. Sul palchetto allestito nei pressi delle vasche di decantazione si alternano gruppi musicali emergenti e non: i Pennelli di Vermeer, La Congrega fino a Libera Velo e Francesco Di bella, voce storica dei 24 Grana. Fra l'incredulità dei promotori, arrivano durante i concerti oltre 150 ragazzi un po' da tutta la zona vesuviana: Pompei Lab inizia ad essere una realtà, inizia a farsi cono-scere. Una volta avviati gli incontri musicali, i tempi sono maturi per un autunno di svolta: si costituisce un nuovo direttivo che specifica le mansioni degli uni e degli altri e ci si inizia a chiedere cosa è che può davvero essere utile alla città, cos'è che Pompei non ha mai avuto. Il gruppo di lavoro cerca di crescere dedicandosi a una serie di progetti socioculturali: con questi intenti prendono forma tre sportelli gratuiti di ascolto psicologico, legale e commer-ciale che ven-gono inaugurati ufficialmente il 21 dicembre del 2007: ad accogliere i ragazzi il dott. Pasquale D'Acunzo, l'Avv. Domenico Di Casola e il dott. Flavio Smidth. Il 2008 dunque incomincia all'insegna delle attività e soprattutto si rivolge ai cittadini. Pian piano le scuole, l' amministrazione, la città iniziano a sapere che durante la settimana il centro Pompei Lab crea momenti di ascolto, di aggregazione: pranzi sociali e piccole proiezioni ad esempio contribuiscono a far nascere l'idea della saletta audio-video "Manniti di Riale"nella quale creare dei percorsi di cinematografia per grandi e piccoli: gi‡ tre sono stati fin'ora i cicli di cineforum, tra cui il percorso cinematografico ìI Vesuvianiî dedicato alle opere partenopee. Fra una domenica e l'altra si iniziano ad imbastire incontri d'arte rivolti ad esempio alla lavorazione della creta. Intanto si pensa all' estate che sta per arrivare ed ai prossimi concerti. La primavera delle prime soddisfazioni con la raccolta fondi dedicata a Trame Africane alla quale prende parte la Dioniso Folk Band di Napoli, mentre il mese di maggio da vita alla rassegna cantautorale “My Drunken Guitar” in collabo-razione con L'Arci Oplonti di Torre Annunziata.Pompei Lab insomma non è più soltanto un'idea: è un progetto vivo. In questi giorni scadrà il contratto di comodato che lega le due associazioni al Comune di Pompei, ma i ragazzi hanno tutte le ragioni di credere e sperare che il comodato venga rinnovato. Quella città che agli occhi dei giovani pompeiani appariva così vuota, adesso offre qualcosina in più, un pizzico di luce: c'era in giro chi non si accontentava di una camminata in piazza, di un caffè al bar, insomma chi non era ancora così stanco da arrendersi.

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